Costumi e Maschere Veneziane
Le maschere di Venezia sono delle vere e proprie opere d’arte. Ogni anno, durante il Carnevale, si possono ammirare le nuove creazioni realizzate dagli artisti, i Mascareri, conosciuti sin dal 1436 e così chiamati durante l’epoca della Serenissima, o le tipiche e tradizionali maschere rivisitate. Fatto sta che grazie al lavoro artigianale di questi maestri e grazie ad una antica tradizione che continua ad essere tramandata di generazione in generazione, le maschere veneziane, realizzate in cartapesta e tutte dipinte a mano, sono conosciutissime in tutto il mondo.
Sono prese in prestito dalla Commedia dell’arte dove venivano utilizzate, soprattutto dalle commedie di Carlo Goldoni.
In passato erano indossate non solo durante il periodo del Carnevale ma anche in altri momenti, tant’è che all’epoca della Serenissima, intorno al 1514, per gestire l’uso della maschera e per porre un freno al suo utilizzo eccessivo, fu istituito un Magistrato alle Pompe che aveva proprio il compito di monitorare, in particolare, l’eccessiva eccentricità dei costumi delle prostitute.
Tra le maschere più utilizzate dal popolo, si possono citare il Bernardone (Bernardon), che camminava sostenendosi con le grucce fingendo di essere malata, e la Gnaga, un uomo travestito da donna.
Il Mattacino, il pagliaccio, lanciava uova ripiene di profumi agli amici affacciati ai balconi. La Baùta, scelta sia dagli uomini che dalle donne, si componeva di una maschera bianca, un mantello nero detto tabarro, ed un copricapo settecentesco, il tricorno nero. La maschera più amata dalle donne, invece, era la Moretta: ovale, nera e aderente al viso grazie ad un bottone applicato sulla maschera stessa e trattenuto tra i denti di chi la indossava. Tra le più particolari e bizzarre figura senza dubbio la maschera de Il Medico della Peste, facilmente individuabile grazie al nasco lungo simile al becco di cicogna. Questa maschera, però, risale al periodo in cui la peste uccise la metà della popolazione veneziana: nel 1576 i Medici della Peste che erano a contatto con gli appestati, per evitare contagi utilizzavano questa particolare protezione per il viso ed una bacchetta di legno per toccare i malati.
Tra le più conosciute, infine, non si possono non citare Zanni, conosciuto come Brighella, Arlecchino, di origini bergamasche, Pantalone, Colombina e Franceschina.
La Baùta |
La Moreta |
La Gnaga |
Pantalone |
Il Mattacino |
Lo Zanni |
Il medico della Peste |
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