Scivolando lungo il Naviglio di Brenta, tra ville e barchesse.
La visita della città d’acqua, Venezia con i suoi palazzi che si affacciano lungo il Canal Grande, dovrebbe contemplare come naturale tappa successiva un’escursione lungo il Naviglio di Brenta che collega la laguna di Venezia e Padova.
Tra ‘600 e ‘700 la bellezza di questa riviera attirò l’attenzione di moltissimi patrizi veneziani, che qui fecero costruire lussuose abitazioni di campagna.
Da allora la Riviera del Brenta acquisì fascino ed importanza, tanto da meritarsi il titolo di proseguo ideale del Canal Grande.
Molte di queste ville sono oggi aperte al pubblico.
Saliti a bordo dell’imbarcazione, la prima villa, partendo da Venezia, è la Malcontenta (Villa Foscari) del Palladio.
Invece il primo centro che si incontra scivolando sul Naviglio è Mira, patria di San Nicolò, protettore della gente che va per acque interne.
Mira e Mira Vecchia concentrano il maggior numero di ville. Tra queste, sulla riva destra si incontra Villa Seriman, poi Foscari-Widmann-
Rezzonico, del 1719.
L’edificio sorge vicino al ponte della Rescossa, così chiamato perché vi si riscuotevano le decime.
Sulla riva opposta le barchesse di villa Valmarana. Si tratta di costruzioni tipiche delle case coloniche costituite da una tettoia a portico utilizzata come riparo per il fieno o gli attrezzi agricoli.
In genere questa tettoia collegava la casa colonica con la stalla.
Più avanti, sulla stessa sponda, Villa Bon, che presenta due facciate, entrambe sormontate da un timpano. Interessanti gli affreschi interni con le allegorie delle stagioni della scuola di Giandomenico Tiepolo, gli stucchi e le decorazioni di gusto neoclassico. D’impianto ottocentesco, il parco con il giardino.
Proseguendo la navigazione, a breve distanza si incontra il borgo di Dolo con la tardo-cinquecentesca Villa Andreuzzi Bon e Villa Badoer,
del XVII secolo, che accoglie una ricca collezione di antichi attrezzi dell’arte contadina e degli antichi mestieri. Gradevole il giardino, con le sue statue ed il laghetto artificiale.
Dopo 4 Km il Naviglio lambisce la cittadina di Stra, alle porte di Padova. Sulla sponda sinistra, un edificio circondato da un vasto giardino. E’ la settecentesca Villa Lazara-Pisani, detta la Barbariga, ricca di mobili e suppellettili d’epoca. Gradevoli la sala degli stucchi cinesi e la sala della caccia, ornate da stucchi policromi.
Poco più avanti, Villa Benzi, il cui interno è adornato da un ciclo di affreschi con scene agresti.
A Stra per visitare Villa Pisani
Sulla sponda destra segue la villa più imponente e nota del Naviglio del Brenta, Villa Pisani Nazionale, fatta costruire da Almorò e Alvise Pisani per celebrare l’ascesa della loro famiglia alla maggior carica politica della Serenissima. Si tratta di un complesso principesco a pianta rettangolare, dotato di 168 stanze, attorniato da parchi e giardini. Completata nel 1740, la villa-reggia dalle proporzioni palladiane presenta un corpo centrale attraversato da una lunga balconata sorretta da una serie di cariatidi. Dalla balconata si elevano otto semicolonne corinzie sormontate da un timpano con stemma. Ai lati delle ali dell’edificio, dove trovano posto gli appartamenti padronali e le stanze degli ospiti, si ergono le cancellate del parco. Solenne, il Salone delle Feste del corpo centrale, percorso lungo il perimetro da un ballatoio con balaustra che sembra incorniciare l’alto soffitto, affrescato da Giambattista Tiepolo tra il 1760 ed il 1762 con Apoteosi della Famiglia Pisani.
Dal soffitto pendono quattro enormi lampadari settecenteschi in legno con venti braccioli portacandele finemente decorati.
Imprigionati nel labirinto di siepi
Dal palazzo la visita prosegue all’esterno. Il giardino, ampio e raffinato, cela un Labirinto di siepi, uno dei più famosi d’Italia.
Al centro del dedalo a cerchi concentrici interrotti radialmente a intervalli, è posta una torretta con scaletta elicoidale esterna.
Nel punto più panoramico del parco si trova l’Esedra. Una struttura sostenuta da sei grandi archi sormontati da una terrazza belvedere, cui si accede mediante una scala a chiocciola interna.
Durante la passeggiate nel giardino si incontra un altro edificio, il Coffee House, una loggia a pianta quadrata, in cui ciascun lato è dotato di tre alte vetrate ad arco.
Di fronte alla villa, un ampio bacino d’acqua punteggiato da statue, mentre sullo sfondo si intravedono le eleganti scuderie.
Lasciato il Naviglio e tornati sulla terraferma, ci si dirige verso Saonara. In questo piccolo centro, l’edificio religioso più importante è la chiesa delle Muneghette. L’interno, a una navata, custodisce tracce di alcuni affreschi eseguiti alla fine del Quattocento.

